mercoledì 22 gennaio 2014

martedì 21 gennaio 2014

Guido Mura

Romanzo di Cristina Bove
Romanzo di Cristina Bove
Una per mille
di Cristina Bove
Edizioni Smasher
http://www.edizionismasher.it/cristinabove2.html
Narrativa
ISBN 978-88-6300-098-6
Prezzo € 12,00


Libro molto particolare, questo di Cristina Bove, in cui la complessità del pensiero non diventa mai ostentazione sussiegosa (il che per chi scrive versi è una caratteristica rara). Ne è spia l’adozione di un linguaggio che, senza rinunciare all’uso di termini colti e di riferimenti culturali, si colloca spesso in una dimensione spontanea e popolare, con un atteggiamento colloquiale che ricerca volutamente il contatto con il lettore.
Il romanzo, se così lo vogliamo chiamare, riflette molto bene la personalità di Cristina, come emerge dalla sua ormai vasta produzione poetica. Capace di improvvisi guizzi di genialità, decisamente originale, ma anche fondamentalmente anarchica, almeno in apparenza. Personalmente apprezzo molto questo coraggio della diversità, questo voler essere spontanea fino allo spasimo, questo voler esprimere se stessi senza preoccuparsi troppo del giudizio dei critici più tradizionalisti.
Così certo, non si può richiedere alla prosa di Cristina assoluta uniformità e coerenza strutturale. Bisogna accettare le sue improvvise tirate, non raccontate dalla bocca di un personaggio, ma spesso introdotte da un intervento quasi saggistico del narratore.
Ma, a una lettura più attenta, non sfugge che il caos contenutistico e temporale è, nella realtà, un caos strutturato e che osserva le sue leggi. La molteplicità, che già si intravede dal titolo, si manifesta invece come una sorta di dualità, tra un io esterno, che percepisce e descrive, e un io oggettivo e calato nel tempo e nello spazio, che si lascia percepire e raccontare. Come potrebbe il narratore esterno, che si colloca in un eterno presente, seguire un ordine temporale preciso e ricomporre i frammenti di vita e di pensiero in una struttura saggistica o diegetica troppo condizionata dal nostro sentimento dell’ordine e della simmetria?
E allora dico a me stesso che per affrontare libri come questi bisogna avere il coraggio di abbandonare i preconcetti del critico o dell’editor nei confronti del romanzo, che viene ancora considerato come una struttura immutabile e sacra, un po’ come la forma-sonata nella composizione musicale ottocentesca. Il romanzo qui è insieme narrazione, autobiografia, ma anche pamphlet, saggio, cronaca, denuncia: è un’insieme ricco, anche troppo, e rimane una valida testimonianza di una vita e di una società. Ma non è quello che in fondo chiediamo da sempre alla buona letteratura?

Morena Fanti




Una per mille e la poetica di Cristina Bove

una-per-mille
Una per mille
Cristina Bove
Edizioni Smasher
Narrativa
ISBN 978-88-6300-098-6
1a edizione ottobre 2013


Leggere questo libro di Cristina Bove fa capire come l’autrice non possa mai lasciare la sua anima di poetessa raffinata che sa di endecasillabi e di parole scelte con cura.
Nel libro ruotano vari stati d’animo e dialoghi interni tra l’autrice e un suo alter ego dall’anima in opposizione.
Si intuisce la difficoltà di questa scrittura, che rivela molte cose che Cristina ha tenuto dentro se stessa per tanti anni e che premevano per uscire e rivelarsi al mondo. Il racconto si snoda attraverso tutta la sua vita, in un percorso assimilabile a una mostra d’arte, in cui i vari capitoli si dipingono sotto i nostri occhi come quadri dai colori ora vividi, ora pastello, infuocati con rossi accesi e blu che si mischiano nel racconto dei viaggi, delle case abitate, delle visite ricevute, e anche delle delusioni, delle tristezze accumulate, in una melanconia di fondo che permea tutto il racconto. I colori sono simili ad acquerelli in cui l’acqua si stempera ma non diluisce la forza.
Il linguaggio di Cristina Bove in questo libro è all’apparenza semplice, di fluida lettura, pur mantenendo la scelta di alcuni termini colti e una scansione dei tempi perfetta, da chi è abituata a scegliere con cura le sillabe con cui ricamare i propri pensieri. Nel raccontarci la sua vita – perché di questo si tratta: di una vita che ha visto tante cose e che ha formato tante persone – l’autrice si mostra senza veli al lettore, attraversando decenni di ansie e angosce che l’hanno spesso fiaccata nel corpo ma mai nello spirito.
È in quel titolo variamente interpretabile che vedo la molteplicità dell’anima di una donna e un’artista che ha saputo cogliere gli insegnamenti della vita, trasformandoli in Arte. Una donna che non si tira indietro quando deve parlare, che non teme di mostrarsi e che si indigna con passione, la stessa passione che la spinge alla scrittura, alla pittura, alle fotografie in cui ritaglia spicchi di realtà, proprio come ha saputo fare in questo libro collage della sua anima.

“Se non avessi avuto il senso di provvisorietà del mio vivere, non avrei mai avuto il coraggio di espormi come ho fatto. È quando si sta per attraversare un confine, “quel” confine, che si può decidere di proseguire al buio, con il solo bagaglio della propria mente, alla giornata. [...] Vivo, immemore di avere un corpo a orologeria. Sono temeraria, affronto passioni ancora come un’adolescente, ma non proietto nulla oltre il mio giorno.”

“Dalla finestra di cucina osserva il tempo farsi nuovamente aprile. l’orto è vestito verde a fiori bianchi.
Mentre si diffonde l’aroma del caffè, toglie le poche briciole dal tavolo.
Bevendo il caffellatte sul balcone, elimina le foglie secche dei gerani. La parete della casa contigua invia riflessi gialli sulla guazza del selciato.
Sarà per cogliere siffatte piccole cose che si vive ancora?”